 |
 |
 |
| Roberto Ferri il visionario
di MARCO BUSSAGLI |
| “Si
valse assai de’ naturali, non avendone carestia per
l’abbondanza dei tanti giovani ed allievi…”.
Con queste parole, Cesare Malvasia, l’amico e biografo
di Guido Reni, descriveva in breve quale fosse il metodo di
lavoro del maestro emiliano che, spesso e volentieri, utilizzava
per le sue opere modelli presi dalla strada, o dalla nutrita
schiera dei suoi allievi. Continua
a leggere... |
| |
| Dyoniso
in Arcadia di MAURIZIO MARINI |
| La pittura di Roberto Ferri non è
legata alla realtà contingente, anzi, ne è per
lo più avulsa. L’occhio impietoso di Ferri, infatti,
non si ferma sulle epidermidi (sia pur setose e morbide quelle
femminili, virilmente muscolose quelle maschili); ma le scava
e ricava dall’ombra, come uno scandaglio psichico penetrante
dell’anima. Continua
a leggere... |
| |
| Lo
Scandalo della Memoria di ROBERTOMARIA SIENA |
La poetica edificata da Roberto Ferri
conosce non pochi punti di contatto con Giorgio de Chirico;
nonostante ciò, l’universo immaginativo del giovane
pittore si presenta come abissalmente diverso da quello del
Grande Metafisico.
Come de Chirico, Ferri è, in parte, un nemico giurato
del Modernismo e delle Avanguardie Storiche; rifiuta, infatti,
la ricerca di novità linguistiche e formali ad ogni costo.
Continua
a leggere... |
|
 |
 |
 |
|